Martedì, 28 Luglio 2015 14:31

Eugenio Montale

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Montale è un grande interprete della crisi dell'io e della società del suo tempo. Egli a differenza di Ungaretti che affida tutto a Dio, non è mai riuscito a sconfiggere il suo malessere e fa di tutto per mettere in risalto il suo stato d'animo senza alcuna maschera.

La poetica di Montale è racchiusa in poche ma intense opere denominate: "Tempi montaliani", il primo tempo montaliano è caratterizzato dall'opera "Ossi di Seppia" ambientata nel paesaggio Ligure, Montale in questa sua opera mette in risalto il contrasto fra la "Terra" ed il "Mare", il mare sempre immutabile e perfetto, ma lontano è la Terra arida e piena di negatività. Montale nelle sue opere usa la tecnica del "Correlativo Oggettivo" cioè rappresenta elementi naturali per mostrare i propri sentimenti e il suo malessere esistenziale,non a caso il titolo dell'opera Ossi di Seppia scaturisce dal fatto che l'osso è ciò che rimane della seppia che viene trascinata dal mare da una parte all'altra e la paragona ad una persona che viene sovrastata dalla vita e che alla fine di quella persona non resta nulla, tra le poesie della raccolta Ossi di Seppia ricordiamo: 1)Meriggiare pallido e assorto: in questa poesia il poeta paragona la vita dell'uomo piena di travagli e sofferenze al camminare lungo un muro nell'ora più calda del giorno, e voler superare quell'ostacolo senza riuscirci perchè bloccato da un mucchio di cocci aguzzi; allo stesso tempo l'uomo cammina e osserva ogni aspetto della natura, trova il suo mare da cui attingere la conoscenza, ma non è in grado di individuare il senso vero della vita. 2)Cigola la carrucola del pozzo: in questa poesia il poeta immagina che ricordare la donna amata, che adesso è separata da lui sia come attingere acqua da un pozzo, il pozzo oscuro della memoria nel quale il ricordo si affossa; da qui l'angosciante percezione di essere diventato diverso da se stesso. Il secondo tempo montaliano è caratterizzato dalle opere 1)Le Occasioni 2)La Bufera ed altro, nell'opera "Le Occasioni"si mette in risalto la donna come una "Figura Salvifica"come un qualcosa che potesse salvarlo dal malessere di cui l'autore è afflitto e diede degli pseudonimi come: Clizia,Arletta,Liuba ecc. La poesia più importante contenuta in quest'opera è: 1)Non recidere forbice quel volto: il volto di questa donna viene rivisto in una acacia che durante l'autunno perde le sue foglie e i rami che cadono a terra e cosi Montale pensa che il ricordo di quella donna nella sua mente potrebbe sparire con il passare del tempo e diventare sempre più vago, come si può notare dalla poesia Montale mette in risalto il ricordo che lo ossessiona e più passa il tempo e più l'immagine che vede diventa sempre meno chiara. Nell'opera "La bufera ed altro"Montale racconta l'esperienza vissuta durante la prima Guerra Mondiale. Il terzo ed ultimo Tempo montaliano è rappresentato dall'opera "Satura" da ciò scaturisce un cambiamento dello stile di scrittura dell'autore infatti non abbiamo più un Montale afflitto dal malessere esistenziale ma un "Montale Satirico", l'opera racconta temi riguardanti gli affetti familiari, ricordi di persone in particolare il ricordo della moglie scomparsa con un tono ironico e un lessico prosastico. Per concludere possiamo dire che Montale con questa sua raccolta ha cambiato le sue ideologie di negatività servendosi della Satira.

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Lucass

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